Pomodori e cipolle alla pasta.

E il mio turno a fare da mangiare, ci sto prendendo gusto. Gli ingredienti che ho a disposizione sono pomodori e cipolle.
Ma questi ortaggi non provengono dalla Spagna e non provengono nemmeno da Israele.

Le cipolle sono quelle di Castelleone di Suasa.

I pomodori provengonio dalle terre di Arcevia.

Potrei fare una pasta al pomoodoro, ma il soggetto qui non è la pasta, sono questi pomodori tutti diversi, sono queste cipolle tonde come le bocce con cui si gioca in spiaggia.

E allora il piatto cambia.

Prendo una cipolla a persona e le riduco in piccoli archi spessi con un coltello che avrà usato qualcuno durante la seconda guerra mondiale. Finiscono in padalla, dove sono attese da un guazzo d’olio che ha appena raggiunto una temperatura calda, ma non da frittura.

Nel frattempo, pelo i pomodori, tre a testa, come fossero patate avendo cura di lasciare meno polpa possibile attaccata alla buccia.

I pomodori vengono ridotti a dischetti spessi come un tappo Bormioli ma decisamente più piccoli di diametro..

Intanto le cipolle hanno appena raggiunto la giusta trasparenza. Ora possono essere raggiunte dai pomodori e da un pizzico di sale.

Nell’acqua bollente e salata che attende la pasta, ci metto meno di 50 grammi a testa di penne rigate, ci staranno per undici minuti.

Lo stesso tempo che pomodori e cipolle finiranno di cuocere nella padella.

Alla fine unisco la poca pasta a questo florilegio di cipolle e pomodori.

Il rapporto pasta, ortaggi è decisamente a favore di questi ultimi.

Proposta nei piatti, predomina ancora il rosa delle cipolle e il rosso dei pomodori, con qualche chiazza di pasta qua e là.

Una spolverata di formaggio Grana, senza mescolare, ed il piatto è servito.

Io l’ho trovato delizioso.

Voi…. fatemi sapere.